“Il referendum sulla legge elettorale sta mettendo a rischio la democrazia, con l’intento di destabilzzare il Paese, e sicuramente rappresenta l’ultima delle cose di cui abbiamo bisogno visto, che il Paese ha un Governo che decide e che grazie a questo ha superato e supererà tutte le emergenze.
Il referendum fallirà per la mancata partecipazone al voto, perché i cittadini da tempo hanno imparato a non farsi prendere più in giro da referendum manipolativi come questo che, intervenendo sulla legge elettorale, mette in dubbio la natura stessa della democrazia.
Una volta fallito il referendum per il mancato raggiungimento del quorum si potrà procedere sul cammino democratico delle riforme, così dopo il federalismo fiscale si procederà alla rifroma della Costituzione, riducendo il numero dei parlamentari e ponendo fine al bicameralismo perfetto attraverso la realizzazione di una Camera che rappresenti lo Stato e di una che rappresenti il territorio, rafforzando i poteri del Governo e quelli del Parlamento e soltanto a seguire si passerà alla riforma della legge elettoale, in modo che la legge sia consegente e coerente con le riforme realizzate.
Questa è la naturale sequenza che bisognerà seguire nell’intresse del Paese e solo in caso di un improbabile impazzimento generale del Paese il prossimo 21 giugno, e della conseguente emergenza democratica che in questo remoto caso si verrebbe a creare, la riforma della legge elettorale diventerebbe ineludibile per la difesa della tenuta democratica.
Ma non ci sono rischi in questo senso, perchè il Paese è maturo e la storia seguirà il buon senso”.
Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord.


